CAMPANILE

La fine dell’esperienza coincide con il ritorno al mondo reale, a quel mondo che provo a guardare dal campanile.

Alla fine del percorso formativo torno a casa. Ci sarà una ricaduta nella mia vita? Ce lo auguriamo. E come ogni iniziativa politica speriamo anche che qualcosa possa cambiare.

Guardo al mondo a cui tornerò e mi chiedo quali strumenti mi occorrono per affrontarlo. Questa domanda vale per tutte le età e per tutti gli argomenti, anche se sarà posta in modi diversi. La staff ne deve essere consapevole quando propone delle storie da raccontare.

Cosa ipotizziamo che il/la campista si porti a casa dopo il campo? Quali sono gli obiettivi che ci eravamo posti all’inizio della preparazione?

Guardo al mondo a cui torno con uno sguardo diverso.

Per qualche tempo uno striscione illuminava il campanile con la scritta “un altro mondo è possibile”, un’utopia proposta con uno sguardo globale, sulla terra.

L’utopia di Agape vive e continua a dare energia e speranza a nuove generazioni per impegnarsi in questo senso. Abbiamo visto nelle tappe precedenti che arrivare a sperimentare quest’utopia non è semplice. Eppure è possibile. Il nostro impegno come formatori, come formatrici, e come persone che conducono il campo è rendere possibile questo evento per ciascun e ciascuna partecipante, con il riconoscimento e il rispetto dei livelli di consapevolezza. Dunque non tutti saliranno all’ultimo piano del campanile, ma ci saranno persone su tutti i piani, e il livello sarà appropriato per ognuna/o perché rispecchia il suo cammino. O forse non ci accontenteremo, avremmo potuto fare di più, e torniamo l’anno dopo. Intenzionalmente e con maggiore consapevolezza.

E questa è la circolarità e il senza fine della nostra formazione personale.

Ed è quello che possiamo offrire ad altri e altre quando prepariamo un campo.