Formazione
Un campo di Agape si riconosce per uno stile educativo specifico, che si caratterizza dallo scambio e dal confronto con l’altro/a, nel rispetto delle posizioni altrui. Un campo è un percorso di ricerca e di crescita individuale e collettiva, che non propone risposte preconfezionate ma suggerisce percorsi di riflessione e offre strumenti per porsi in maniera critica di fronte a diversi temi.
A partire dagli anni ‘90 si è preso coscienza che Agape ha a che fare con un “potenziale educativo enorme, […] e quindi della necessità di sistematizzarlo in un quadro generale, di cui tutti coloro che partecipano al lavoro di Agape siano coscienti”. E’ in questi anni che vengono organizzati i primi Campi Formazione dove fino ad oggi si sono investiti tempo ed energie nella riflessione sulle modalità di relazione educativa e sulle linee pedagogiche che vengono portate avanti.
Si è lavorato e si lavora sull’animazione, sui giochi, sull’educazione alla pace e alla cooperazione, sulla gestione dei conflitti, sulla differenza di genere, sulla centralità della relazione con l’altro/a da noi, sull’ascolto, sulle dinamiche di gruppo. Nel corso degli anni Agape ha sviluppato diversi strumenti di Formazione che hanno caratterizzato e tutt’ora caratterizzano lo stile educativo del centro. Tutte le persone che intendono fare parte di un gruppo staff che gestisce una delle attività di Agape sono chiamate a partecipare a un percorso formativo proposto dal centro. Negli anni questo percorso ha subito modifiche e variazioni a seconda delle necessità espresse di volta in volta dalle persone impegnate in un’attività di Staff.
Nel 2022 attraverso il lavoro di un gruppo di lavoro sulla formazione è stato fatto un lavoro di analisi del modello formativo agapino che ha portato alla più recente revisione dei meccanismi di formazione del Centro.
Modello formativo
Organizzazione della formazione per le Staff ad Agape
“Fare formazione significa anche essere nella disponibilità di cambiare, essere in divenire”.
L’obiettivo principale del modello formativo di Agape è quello di garantire la formazione continua e tra pari, cioè l’acquisizione e lo scambio di competenze avendo a disposizione un patrimonio di conoscenze pratiche e teoriche fruibili all’interno delle risorse messe a disposizione del Centro stesso. La formazione permanente è anche poter acquisire il senso della progettazione, proiettarsi nel futuro, sapendo recuperare conoscenze pregresse, esperienze del passato personale o del Centro e sfruttando la sapienza condivisa già presente nei gruppi staff stessi.
E’ innanzitutto importante conoscere la natura di un CAMPO di Agape che rappresenta un’esperienza forte di vita comunitaria, di convivenza ed interazione. Tutti i campi hanno un tema, un taglio, dei contenuti: a seconda dell’età dei partecipanti variano gli equilibri tra le attività proposte (animazioni, relazioni, giochi, plenarie, gruppi, laboratori..).
Agape organizza tutti gli anni il CAMPO FORMAZIONE aperto a chiunque sia interessato a parteciparvi. In particolare è caldamente consigliata la partecipazione a chi è intenzionato di fare parte di un gruppo staff per l’organizzazione e gestione di un campo di Agape.
Il campo formazione propone ogni anno temi diversi, cercando il più possibile di rispondere alle necessità che emergono anche da parte delle staff del Centro durante l’anno e durante l’evento della Staffissima. Il campo dura generalmente 3 o 4 giorni e cerca di coinvolgere anche altre realtà presenti sul territorio e impegnate sul tema della formazione.
La staff del campo è composta da staffisti/e e campisti/e dei campi per minori e dei campi per adulti/e, inclusa la presenza del Campolavoro e del Gruppo Residente. La staff cambia di anno in anno e si assume la responsabilità organizzativa del momento formativo (orizzontalità rispetto alle competenze, verticalità rispetto alle responsabilità). L’idea è che ognuno/a partecipi come individuo/a con le sue competenze, anche tecniche, in un gruppo organizzativo che vede rappresentanti di tutte le staff, così da garantire il meccanismo dell’apprendimento tra pari. Spesso per affrontare tematiche specifiche la staff si avvale della presenza di relatori esterni che vengono chiamati ad intervenire per condividere competenze ed esperienze specifiche.
I gruppi staff si incontrano in 3 riunioni organizzative durante le quali costruiscono il gruppo di lavoro, discutono sul tema, definiscono le attività, si confrontano sulle regole durante il campo e mettono a punto i dettagli logistici.
Oltre alle riunioni organizzative che ogni gruppo staff organizza e gestisce in maniera autonoma, Agape chiede a tutte le staff di partecipare alla STAFFISSIMA: si tratta di un incontro annuale con sede ad Agape che vede tutte le staff insieme per una loro ‘ordinaria’ riunione di staff. Questo appuntamento annuale rappresenta un’occasione preziosa di incontro e fruibilità di contenuti e strumenti.
Si prevede durante il corso della Staffissima un breve momento a staff riunite, gestito dal Consiglio di Staff, per facilitare lo scambio e la condivisione su tematiche di interesse trasversale a tutti i gruppi staff.
Durante la Staffissima dovrebbe emergere la tematica e dovrebbe costituirsi la staff del campo Formazione, oltre alla promozione e valorizzazione del campo stesso.
Il CONSIGLIO DI STAFF è un gruppo di persone che offre a tutte le staff supervisione nei momenti di criticità e le accompagna nel loro percorso. Sono persone esterne alle dinamiche della staff che, alla pari, offrono uno sguardo, un punto di vista, delle idee, degli esercizi per superare le difficoltà che si possono presentare.
Il Consiglio di Staff ha il compito di organizzare durante la staffissima un momento comune a tutte le staff e di proporre una rosa di nomi per la staff del formazione, ma non di sceglierli, funzione che è data alle staff nel loro insieme. Il consiglio di staff coordina l’inizio dei lavori della staff del Formazione senza però farne parte. La sua funzione di coordinamento contribuisce a un elemento di continuità di quest’ultima, quando dovesse trovarsi completamente rinnovata. Il consiglio di staff viene nominato dal Comitato Generale, e deve essere formato da persone con riconosciuta competenza ed esperienza, che si siano impegnate in passato in una o più staff, per minori o per adulti.
L’attuale modello formativo è frutto del lavoro di un Gruppo di lavoro sulla Formazione che nel marzo 2022 è stato nominato dal Comitato Generale. Il Gruppo, formato da 6 membri facenti parte di diversi gruppi staff di Agape ha rivisto il precedente modello formativo, ha proposto l’attuale modello e elaborato la mappa della formazione.
Come fare parte di una staff
È importante ricordare in primo luogo che tutti i gruppi staff di Agape sono composti da volontari e volontarie che vogliono mettere le proprie competenze al servizio della realizzazione di un campo.
La scelta dei componenti dei diversi gruppi staff spetta alla direzione del Centro, supportata in questo compito dal Consiglio di Staff. Tutte le staff devono però essere consapevoli che sono nominate dal Comitato Generale, o dal Comitato Esecutivo in sua vece, anche attraverso atti indiretti come l’approvazione del Programma Generale.
Le staff sono generalmente composte da gruppi di 5/10 persone con la presenza di un membro del Gruppo Residente per garantire un collegamento con la vita del Centro.
Per le staff dei campi adulti in particolare si ricercano persone con capacità o conoscenze inerenti al campo in questione. Nuovi membri delle staff adulte vengono spesso ricercati o individuati tra i/le campisti/e o in gruppi/ambienti affini.
Per le staff dei campi minori si possono coinvolgere persone che frequentano Agape in altri ruoli (campo lavoro, partecipanti ai campi adulti) ma spesso si coinvolgono altre persone da ambienti affini, o vicine al gruppo staff per amicizia.
A loro volta le persone interessate possono manifestare la propria intenzione alla direzione del centro e con questa valutare le diverse possibilità di inserimento, a seconda dell’interesse espresso così come della necessità del centro stesso.
Non vi è quindi un’ autoproclamazione per nessuna staff, che però può proporre nomi di persone interessate.
Per fare parte di un gruppo staff, in particolare per un campo che coinvolge minori, è fondamentale aver partecipato almeno a un campo formazione di Agape.
Per manifestare il proprio interesse a fare parte di un gruppo staff è possibile scrivere ai seguenti indirizzi:
[email protected]
Le 5 linee pedagogiche
Base comune di tutti i campi ad Agape
A partire dagli anni ‘90 Agape ha presto consapevolezza del proprio ruolo educativo nei numerosi campi per adulti e minori che si susseguono nel corso dell’anno e ha iniziato un lavoro di rielaborazione dei fondamenti alla base del modello pedagogico del Centro.
Vennero così rielaborate, a cura di Franca Bezzi, 5 linee pedagogiche:
- Motivare le persone al lavoro di Agape. La difficoltà sta nel farlo chiarendo bene la dimensione di concretezza dell’agape e offrendo a tutti e tutte la possibilità di agire nei singoli campi con una visione della globalità dei diversi progetti che Agape significa.
- Educare all’adultità. Un grosso lavoro è rendere chi fa staff cosciente della distanza di età e di maturità che li separa dai campisti e dalle campiste bambini/e o adolescenti e delle proprie responsabilità educative verso di loro. Si tratta di lavorare su di sé per essere il più possibile “somiglianti a se stessi”, per avvicinarci alla nostra autenticità più vera, senza confondere questa con la spontaneità, l’istintività pura. Con un paradosso solo apparente diremmo che solo chi ha lavorato a lungo su di sé può permettersi di agire spontaneamente.
- Educare alla relazione con l’altra e con l’altro. In teoria siamo d’accordo tutti/e, nella pratica è molto più difficile. All’interno dell’educazione alla relazione una particolare importanza riveste il discorso dell’educazione alle differenze; differenza tra i sessi, tra le classi, tra le razze e le culture.
- Educare alla libertà in termini di responsabilità. La questione non è indifferente dal punto di vista educativo, in un luogo in cui si cerca coerenza e autenticità. Molto spesso si fa confusione su ciò che vuol dire essere liberi/e in quanto responsabili, spesso la prima parola viene percepita come ribellione, mentre la seconda è vissuta come un peso eccessivo.
- Incontrare l’evangelo. Anche qui la scommessa è a un tempo difficile e appassionante: parlare di Dio in modo laico, testimoniare la fede a chi in chiesa non ci va, accettando il rischio di sovrapporre le nostre proiezioni alla parola di Dio. Come attrezzarci ad affrontarla tutti insieme, credenti e non credenti?
Queste rappresentano ancora un modello valido su cui il Centro basa il proprio lavoro nei confronti di tutti e tutte coloro che lo frequentano nei diversi ruoli. Nel 2011 a seguito di un lavoro di revisione del modello formativo queste linee sono state compensate dalle stesura di una mappa della formazione.
Mappa della formazione
Percorso chiave degli elementi di un campo in rapporto con la struttura
La mappa della formazione è una mappa simbolica disegnata sull’architettura di Agape, poiché questa contiene in sé i valori del suo progetto.
Gli interventi formativi o educativi nei campi (senza fare differenze tra campi per adulti o campi per minori) non sono diversi dai percorsi formativi che ognuna/o di noi fa quando va ad Agape, nelle vesti di campista, di staffista o di residente. La mappa descrive un processo formativo che sia valido per tutti/e a prescindere dal ruolo che ricopre nel Centro.
I luoghi significativi e rappresentativi di questo percorso sono cinque: le scale, la chiesa all’aperto, il salone, le casette, il campanile. In ogni luogo troviamo alcune parole chiave e alcune domande.
Le scale
Le scale rappresentano l’arrivo nel centro e l’intenzionalità del percorso che ognuno e ognuna ha deciso di intraprendere. Ogni persona è quindi spinta da una motivazione personale, ad Agape incontra molte diverse altre motivazioni con le quali non è sempre facile relazionarsi.
La chiesa all’aperto
La chiesa all’aperto è come una piazza dove si sperimenta la libertà dell’incontro con la diversità, sia nelle persone che dentro se stessi. In questo luogo si vive lo spaesamento, il dubbio, la domanda e la curiosità. Anche Dio è un soggetto di questo possibile incontro.
Le casette
Le casette rappresentano il luogo dove andare a rifugiarsi nei momenti difficoltà durante un percorso formativo. Ognuno e ognuna di noi durante un percorso di crescita e cambiamento avrà infatti bisogno di un sostegno, di un accompagnamento, di uno sfogo e di una guida.
Il Salone
Il salone è il luogo dove si costruisce la comunità, il luogo dove si incontrano le diversità e si sperimentano le contraddizioni, il luogo in cui si impara a partecipare, con la testa, con il corpo e con le emozioni. In questo luogo si raccontano non solo le persone nella loro diversità, ma anche Dio con la sua parola che viene da lontano.
Il Campanile
Alla fine dell’esperienza il campanile rappresenta lo sguardo verso il mondo reale nel quale si ritorna, con la speranza di aver provocato un cambiamento, di aver maturato una nuova consapevolezza e di aver acquisito nuovi strumenti per affrontare la realtà.
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